È Solo frutto della tua immaginazione
Dialogo tra l’immaginario individuale e collettivo
Secondo l’antropologo Charles Stépanoff, in occidente usiamo soltanto una porzione della nostra immaginazione.
“L’immaginazione è un organo pieno di potenziale”
Pensiamo ai bambini e a come siano in grado di mantenere due canali aperti, e di giocare attraverso l’immaginazione di gruppo, con semplici regole condivise di appartenenza al gioco.
“Questo è il loro modo di sognare”
Nel suo saggio, Journeys into the Invisible: Shamanic Technologies of the Imagination, spiega come esistano differenti forme di immaginazione.
Alcune prendono la forma di immaginazione guidata, come quando seguiamo una storia, ascoltiamo un podcast, giochiamo a un videogioco, o guardiamo un film. Altre hanno forme più contemplative dove osserviamo una scena senza intervenire; oppure un cluster di tutte queste.
Altre invece sono forme di immaginazione partecipativa, esplorate in parte anche dallo psicanalista del profondo, Carl Gustav Jung, e che lui amava chiamare immaginazione attiva.
Per gli sciamani siberiani, questo tipo di immaginazione è una vera e propria tecnologia del sacro.
Questo per loro significa sognare, uno strumento di immaginazione intensa e consapevole, che permette di camminare nei sogni, e dialogare con i personaggi, le forze e le energie che lo abitano.
Ma anche di parlare con il vento, il Sole, la Luna, gli animali e le foreste…
Questa funzione, nello specifico in passato, permetteva inoltre di mantenere l’equilibrio all’interno delle comunità.
Non è forse straordinario?
Straordinario come certi strumenti vengano usati in modo diverso da popoli distanti e come in alcune tradizioni si conservi ancora una saggezza millenaria, capace di aprire il nostro cuore a destini più grandi…
“Quanto potremmo aprirci alla vastità delle cose, muovendoci verso ciò che non conosciamo?”
Un rimedio di immaginazione potrebbe essere porsi le seguenti domande:
- Come ti immagini tra dieci anni?
- E tra un anno?
- Quali sono le immagini che compongono la tua persona?
- Ti appartengono o sono un’eco della tua famiglia e della società?
- E se potessi reinventarti, quali immagini useresti?
Buon viaggio di riflessione a tutti!
e così ci rimettiamo in cammino…
al prossimo viaggio…
Alberto Fragasso



